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sabato 4 febbraio 2012

Ali spezzate

Le ali spezzate non sanno più volare,
per un angelo che ha perduto la luce
camminare equivale a strisciare.
La terra diventa fredda, dura,
e la notte divora l’orizzonte,
gli occhi non riescono ad ammaestrare le ombre.
Allora l’angelo si fa cieco per vedere,
si fa storpio per poter volare ancora,
l’abisso lo accoglie per farlo rinascere.
Come un’immagine distorta nascosta nello specchio
a danzare in un labirinto di sogni capovolti,
tra vani tentativi di dissipare oscurità
imparando a frantumare le illusioni.
Aspettare, finché le ferite siano guarite
per far riesplodere tutto il suo splendore,
governare lo spazio e le sue geometrie,
riscoprire l’anima e tutto il suo mistero,
inebriarsi d’amore, ritornare a volare.

Evoluzione

Uscito nuovo da un grembo d’argilla,
una vergine tela da imbrattare.
Tu l’artista che ha posato il pennello sul mio silenzio,
ma chi ti ha suggerito i colori da usare?
Col nero hai ricamato i contorni di un corpo,
con l’oro e l’argento dipinto la pelle,
mi hai fatto splendido,
sovrano di un giardino incantato
ma non mi lasci varcare i confini del dipinto.
Costretto a governare un regno di tempere e trame,
schiavo dei miei desideri,
di un’infinita potenza ipotetica
che lega i sogni con una pesante gravità.
Eppure sono nato e adoro sognare.
Apprenderò io stesso l’arte di dipingere
per colorare tutti i miei pensieri in cerca di una forma
senza nessun confine a imprigionare la mia ispirazione,
poi brucerò nel vento e tornerò alla terra
nella lacrima d’aurora sul volto di una madre utopica

La bussola d’oro

Naufraghi alla deriva in un oceano di esitazioni
quando la luce delle stelle è troppo debole
e viene ingannato ogni tentativo di orientamento.
Sembrava così vicina la riva,
quasi bastasse allungare la mano
per accarezzare la calda sabbia.
Ma come in un insano gioco di porte girevoli
veniamo scaraventati al largo, lontani da ogni certezza,
con occhi impazziti a sfidare l’orizzonte
e la sua veste di nubi notturne.
È solo quando si placa ogni tempesta dentro di noi
che riusciamo a toccare terra, stremati e confusi,
costretti a rivestire l’anima nuda,
perché ciò che eravamo è ormai a brandelli.
Ma siamo vivi e la marea non ci ha soffocati,
abbiamo sempre nuove correnti da imparare
nuove vie per riemergere dall’abisso.
Solcando i mari su vascelli di luce
guidati da una bussola mai titubante
una bussola d’oro inalterabile
che sempre punta verso i nostri desideri,
verso la salvezza? la verità? l’amore?
ovunque noi vogliamo,
e sappiamo sempre dove andare.

Il burattinaio

Maestro di burattini
che giochi con le nostre forme, ti sei mai chiesto
cosa si provi a essere manovrati?
ad avere fili attaccati alle punte delle dita?
Voglio liberarmi dalle catene che legano i miei polsi
se la mia mente non ti appartiene.
Forse provi soddisfazione a vederci danzare
o forse i nostri movimenti ti danno noia
e allora provi gusto nel vederci afflosciare
al pavimento di questo teatrino.
Forse questo teatro di polvere e pietre
allevia la monotona esistenza delle stelle
o magari anche loro sono una parte
di questo infame palcoscenico,
riflettori che illuminano i volti di noi attori
mentre recitiamo uno spettacolo
di cui sei tu l’unico spettatore.

Resurrezione

Arrivo dal nulla, nuovo guerriero,
cavalcando gli istanti inseguo l’eterno.
Elusiva, distante, stanca è la luce
che trova rifugio nel sogno nascente.
Nell’oscurità combatto
cercando la luce che mi indichi la via,
danzando con gli spiriti nel lago di lacrime.
Nuda, nuda è la mia anima!
E rinasco, nuova forza nelle mie vene.
L’universo si dissolve in infinite gocce,
come foglie d’oro si tuffano nell’anima
formando un soffice e luminoso sentiero.
Rinasco, proprio come l’uccello di fuoco
alzandomi dalle mie ceneri,
volerò via fino a toccare le stelle lontane.
Questo tempo aspetta solo la mia rinascita.
Scalando montagne, navigando per mari,
attraverso le oscure regioni della memoria
riscriverò il libro dei miei giorni.
La mia resurrezione è adesso.

Nuvole

Attraverso le stagioni della vita
insegnami il movimento delle nuvole,
nuvole che danzano nel cerchio delle ore
e fino al tuo cuore affamato.
Esse disegnano desiderio e paura,
speranza e rimpianto,
incuranti di ciò che è stato
e di ciò che sarà.
E noi in loro vedremo
il chiarore di un sogno
nell’abbraccio delle parole
o una lenta dissolvenza
di ciò che saremmo potuti essere.

L’urlo del silenzio

L’urlo del silenzio
scardina i cancelli del regno interiore.
Penetra in profondità,
s’insinua
dove anch’io fatico ad arrivare,
tra i pensieri nascosti,
celati per vergogna
o per mancanza di coraggio,
immobili come l’acqua stagnante
in attesa che un sasso
formi cerchi concentrici.

Miele selvatico

Il tuo profumo nascosto
in uno scrigno segreto,
inebriante, seducente,
come miele selvatico
protetto da mille soldati
con lance acuminate.
Incantevole rosa bardata di spine,
quanto ancora dovrò ferirmi
prima di respirarti ancora?

L’orda del desiderio

Il cuore che si spacca
nel tentativo di far fronte all’urto dei sensi
mentre avanzano come un esercito temerario
e impenetrabile,
che non fa prigionieri,
che non sembra conoscere la sconfitta.
Anche la ragione si arrende e cede il passo
a ciò che non può essere affrontato
con la logica brandita da una mano tremante.
Una ragione che osserva in disparte,
ormai muta e rassegnata,
aspettando che l’orda del desiderio
finisca di razziare il palazzo del cuore
e appagata possa concedere una tregua,
per passeggiare di nuovo entro le mura dell’anima.

La fiamma di una candela

Sei la fiamma di una candela
nel mare della mia oscurità,
la stella verso cui dirigere la rotta.
Il vapore che si condensa in un’idea,
una goccia che posso bere
e sentirmi più prezioso.

Tutto si mescola

Noi illusi continuiamo a distinguere,
a separare.
Cerchiamo di avere quel controllo
che ci fa assaporare il potere.
Immancabilmente i nostri sforzi
si rivelano vani.
Tutto si mescola, tutto muore e rinasce,
si trasforma, assume nuove parvenze
ampliando e restringendo i propri confini.
A volte si espande fino a inglobare noi stessi
e ci divincoliamo, tentiamo di liberarci
credendoci in gabbia.
Ma se lasciassimo placare la furia
potremmo lasciarci cullare
nel caldo abbraccio di una nuova madre,
ci riconosceremmo nell’immagine dello specchio,
potremmo vederci nell’altro, capire che
siamo nelle cose al di fuori di noi
e le cose al di fuori di noi sono dentro di noi.
Siamo un solo colore, un solo suono.
Basterebbe così poco per farci sentire liberi,
basterebbe il coraggio di allungare la mano,
di chiudere gli occhi
per vivere nei sogni dei nostri sogni
e non sentire più alcuna paura.

Labirinto di luce e ombra

Quante forme dovrò assumere
prima di mostrare il mio vero volto?
Questi abiti sinceri sono la mia casa
eppure tacciono il nome di chi in loro dimora.
Volgete altrove gli sguardi avidi di certezze,
ma se i vostri occhi saranno ardimentosi
allora varcate la soglia
e abbiate animo di addentrarvi
in un labirinto di luce e ombra,
prestando ascolto a nude parole
sussurrate dal silenzio.

venerdì 3 febbraio 2012

La scala di cristallo

Ostentare sicurezza per apparire più forte,
rivendicando più alte posizioni
di fronte ai miei occhi,
come se una scala di cristallo
possa essere affrontata con tanta sicurezza.
Seguitare a salire non ti condurrà alla gloria,
bensì il tuo passo più sicuro,
quando avrai quasi raggiunto la sommità,
ti farà sprofondare nell’abisso della vergogna
cosicché tu possa finalmente imparare l’umiltà
che tanto difetta nelle parole unte di vanità
lasciate sgorgare dalle tue labbra.

Prendi il mio Sogno ti portera da me

Sei quella goccia.. che nel mare della mia vita, fa la differenza!
Sei l’essenza..
Sei quella tessera mancante del mio puzzle!
Sei quel profumo che, quando ti capita
di sentire, colpisce la memoria e ti apre la porta dei ricordi!
Sei quell’attimo, quei pochi secondi che non basterebbe una vita per dimenticare!
Sei tutto ciò che non può avere una spiegazione!
Non hai nessun senso..
Eppure.. Ho dannatamente bisogno di…
In
C’è un posto segreto…
Un posto dove posso osare..
 Un posto in cui non ci sono razionalità e cautela e posso danzare follemente al ritmo dei miei pensieri..
Un posto dove perdersi e ritrovarsi..
Un posto senza i rumori del mondo, senza i suoi biechi sorrisi e senza le sue regole..
E mi appoggio delicatamente ad un sospiro, assaporo quest’aria sottile.. una smorfia sul mio viso.. e penso a te..
 Qui, in questo posto segreto, nell’ angolo di cuore che porta il tuo nome…
quell’istante, in quell’inutile passare di un sorso di vita..

Si ritrovano pieni della stessa forza..
I nostri silenzi sono quei binari..
L’energia è quel bagliore di speranza che, crudelmente, li attraversa.

Ancora un giorno e poi sarai di nuovo solo mia, sogna anima fragile lo zingaro dei sogni vegliera’ su di te

Un lampo improvviso che illumina il cielo di notte
Un fremito, un sussulto nell’anima
 Profondi, vivi e pieni di domani
Vibrano la mia anima come corde di violino
Ad ogni battito di ciglia… gli occhi tuoi
Indescrivibile e immenso amore che ho per te
Da soli pochi attimi..ti amo da una vita
Ti amo e non so dire come
Ti amo per quanto ti ho voluta
Per tutto quel che dai, in un piccolo sorriso
Piccola Creatura, ti terrò per mano ad ogni passo
Insegnandoti la Vita..
Ma non sarà abbastanza 
Di fronte all’innocenza e la dolcezza che mi doni
I tuoi occhi, un vortice che mi travolge
Rievocando in me, il bimbo assopito Grazie, per il dono che mi fai
Irrigando la mia anima
Che presto grazie a te germoglierà.
 

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