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sabato 4 febbraio 2012

Evoluzione

Uscito nuovo da un grembo d’argilla,
una vergine tela da imbrattare.
Tu l’artista che ha posato il pennello sul mio silenzio,
ma chi ti ha suggerito i colori da usare?
Col nero hai ricamato i contorni di un corpo,
con l’oro e l’argento dipinto la pelle,
mi hai fatto splendido,
sovrano di un giardino incantato
ma non mi lasci varcare i confini del dipinto.
Costretto a governare un regno di tempere e trame,
schiavo dei miei desideri,
di un’infinita potenza ipotetica
che lega i sogni con una pesante gravità.
Eppure sono nato e adoro sognare.
Apprenderò io stesso l’arte di dipingere
per colorare tutti i miei pensieri in cerca di una forma
senza nessun confine a imprigionare la mia ispirazione,
poi brucerò nel vento e tornerò alla terra
nella lacrima d’aurora sul volto di una madre utopica

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