Uscito nuovo da un grembo d’argilla,
una vergine tela da imbrattare.
Tu l’artista che ha posato il pennello sul mio silenzio,
ma chi ti ha suggerito i colori da usare?
Col nero hai ricamato i contorni di un corpo,
con l’oro e l’argento dipinto la pelle,
mi hai fatto splendido,
sovrano di un giardino incantato
ma non mi lasci varcare i confini del dipinto.
Costretto a governare un regno di tempere e trame,
schiavo dei miei desideri,
di un’infinita potenza ipotetica
che lega i sogni con una pesante gravità.
Eppure sono nato e adoro sognare.
Apprenderò io stesso l’arte di dipingere
per colorare tutti i miei pensieri in cerca di una forma
senza nessun confine a imprigionare la mia ispirazione,
poi brucerò nel vento e tornerò alla terra
nella lacrima d’aurora sul volto di una madre utopica
una vergine tela da imbrattare.
Tu l’artista che ha posato il pennello sul mio silenzio,
ma chi ti ha suggerito i colori da usare?
Col nero hai ricamato i contorni di un corpo,
con l’oro e l’argento dipinto la pelle,
mi hai fatto splendido,
sovrano di un giardino incantato
ma non mi lasci varcare i confini del dipinto.
Costretto a governare un regno di tempere e trame,
schiavo dei miei desideri,
di un’infinita potenza ipotetica
che lega i sogni con una pesante gravità.
Eppure sono nato e adoro sognare.
Apprenderò io stesso l’arte di dipingere
per colorare tutti i miei pensieri in cerca di una forma
senza nessun confine a imprigionare la mia ispirazione,
poi brucerò nel vento e tornerò alla terra
nella lacrima d’aurora sul volto di una madre utopica
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